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Spazio Lavoro 6.10.2011


BARLETTA: IL LAVORO NERO RISCHIA DI VINCERE SULLA SICUREZZA
Morti annunciate

LA FIAT LASCIA CONFINDUSTRIA
FIAT: LANDINI, SEGNALE DI DISIMPEGNO DAL NOSTRO PAESE

SONO COSÌ LONTANI TRA LORO LA STRAGE DI BARLETTA E LO STRAPPO DELLA FIAT?

Il Lavoro è necessario per avere un reddito, per poter vivere il presente e fare progetti per il futuro, l’importanza del Lavoro è sancita dalla Costituzione: “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro”.
Ma quale Lavoro?
Durante i Referendum a Pomigliano d’Arco e a Mirafiori la FIAT aveva posto il suo ricatto i lavoratori devono scegliere: O IL LAVORO O I DIRITTI
In molti erano caduti nel ricatto della FIAT, qualcuno in modo interessato, come il Governo Berlusconi e la stessa Confindustria, che da quasi 10 anni perseguono l’obiettivo di colpire i diritti contrattuali e sindacali, con il tentativo nel 2002 di eliminare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, e nel 2003 con il varo della Legge 30, che è la causa principale della precarietà in cui sono costretti oggi migliaia di lavoratori, non solo giovani.
Ma in quel ricatto ci erano caduti anche molti nell’area sindacale e dell’opposizione, che invitavano i lavoratori a votare SI all’accordo per mantenere la produzione FIAT in Italia.
Ma nonostante il tentativo di caricare sulle spalle dei lavoratori la responsabilità di un’eventuale disinvestimento di FIAT in Italia, da Pomigliano e da Mirafiori è arrivata una lezione di DIGNITA’, i lavoratori hanno ribadito in massa che non può esserci LAVORO SENZA DIRITTI.
E i fatti di questi ultimi due giorni dimostrano che questi lavoratori avevano ragione.
Dopo aver ottenuto tutto quello che voleva da un Governo e da Ministri compiacenti, che hanno inserito nella Manovra economica il famigerato articolo 8 per garantire a FIAT la libertà di disporre dei lavoratori senza vincoli del Contratto Nazionale e della Legge 300, Marchionne ha dato uno schiaffo a tutti, dichiarando che uscirà da Confindustria e iniziando a prefigurare un possibile disimpegno produttivo dall’Italia.
Per ora quello che è certo è che il Piano Industriale di Fabbrica Italia è una chimera, i due stabilimenti di Termini Imerese e Irisbus rischiano la chiusura, nel resto degli stabilimenti c’é la cassa integrazione, FIAT continua a perdere quote di mercato, e nel padronato potrebbero essere in molti a seguire l’esempio della FIAT, disgregando il concetto stesso di contrattazione sindacale.
La strage di Barletta non è scollegata da questi problemi, tutt’altro.
Il caso di Barletta non è certamente isolato, chi parla di scandalo cade nell’ipocrisia, i dati ISTAT stimano che nel 2009 erano oltre 2 milioni e mezzo i lavoratori in nero, senza controlli, senza regole e diritti, un fenomeno noto e presente in vari settori produttivi, non solo al Sud, ma anche al Nord, in particolare nei settori dell’Edilizia, del Tessile e dell’Agricoltura.
Un fenomeno che con la crisi economica degli ultimi due anni si è aggravato perché aumenta la disponibilità a lavorare anche in condizioni ottocentesche e senza diritti, pur di avere un reddito per tentare di vivere, un reddito di nemmeno 4 euro al’ora.
Questa è l’Italia del 2011, questa è la conferma che più degli scarni numeri sul PIL e gli andamenti di Borsa, la civiltà di un Paese si misura sulla qualità del suo Lavoro, sulla effettiva realizzazione del Diritto e dei Diritti sul Lavoro, sulle condizioni professionali, sulla formazione, sulla ricerca, sulla stabilità, SULLA DIGNITA’ di LAVORATORE E CITTADINO.
Luciano Chiodo

ESPRIMIAMO LA NOSTRA INDIGNAZIONE PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 15 OTTOBRE A ROMA
Appello unitario per la mobilitazione del 15 ottobre
15 OTTOBRE A ROMA: MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Comunicato Fiom-Cambiamo l’Europa, cambiamo l’Italia-People of Europe, Rise Up!

NOTIZIE AL 5 OTTOBRE

05/10/2011
Incidenti lavoro, muore schiacciato da lastra marmo
Lavoro, operai vivono 6 anni in meno dei dirigenti
Cgil, cig in calo per aumento licenziamenti
Grecia, migliaia di statali in piazza contro i tagli
Barletta: Filctem, lavoro nero rischia di vincere su sicurezza
Incidenti lavoro: Firenze, operaio morto per asfissia

04/10/2011
Statali, in F.V.Giulia persi 3mila posti dal 2009
Incidenti lavoro, muore travolto su tangenziale Foggia
Cartiere Pigna come Fiat: addio a Confindustria
Anas, 13 ottobre lavoratori in piazza contro la manovra
Operaio morì in cantiere, 5 rinviati a giudizio
Sanità, nel 2015 in Lombardia mancheranno 7mila medici
Grecia: manifestanti occupano ministero del Lavoro
Pensioni: il 28/10 manifestazione nazionale Spi Cgil

03/10/2011
Incidenti lavoro, muore intossicato nel napoletano
Barletta, aperta inchiesta per disastro colposo
Fiat: Landini, segnale disimpegno da nostro paese
Confindustria, con uscita Fiat perde 5 milioni
Incidenti lavoro, muore agricoltore in Sardegna
Barletta, in 5 sotto le macerie
Napoli, migliaia in corteo con i lavoratori Alenia
Videocon, operai condannati per blocco stradale
Fincantieri, occupazione a oltranza a Genova
Fiat, sciopero e presidio a Termini Imerese
Lombardia: studio Cgil, meno servizi e più tariffe
Fiat: Cremaschi, Marchionne fa la secessione

02/10/2011
Gb: Manchester: 30mila manifestano contro governo

30/09/2011
Effetto manovra, gas costa 61 euro in più a famiglia
Incidenti lavoro: Genova, giardiniere cade e muore
Occupazione: Cgil, recupero lento, la crisi continua
Ue: manovre indeboliscono mercato lavoro italiano
Pubblico impiego: Cgil in piazza l’8/10 per il futuro
Agricoltura: Coldiretti, 40mila posti lavoro in meno

29/09/2011

Incidenti lavoro: Milano, due operai feriti dopo crollo
Parlamento europeo approva risoluzione green economy
Pensioni: Cgil, basta tormentoni, fondo Inps in attivo
Incidenti lavoro: Nuoro, muore allevatore
Nokia taglia 3.500 posti lavoro in Romania, Germania e Usa
Famiglie: consumatori, situazione drammatica
28/09/2011
Occupazione: Cgil, è crollo nelle grandi imprese
Bologna, 4 condanne per operaio morto in cantiere
Fincantieri: Sestri Ponente, sciopero unitario di 4 ore
Incidente lavoro: Udine, muore per caduta da tetto
Incidenti lavoro: operaio cade e muore nel Varesotto
Incidenti lavoro: operaio muore nel Casertano
Occupazione: Camusso, piano generale per giovani
28/09/11 fs: ancora un ferroviere morto sul lavoro

CRISI ECONOMICA
Manifesto degli imprenditori, giudizio negativo

Diritto al lavoro e diritto alla pensione non sono alternativi

E’ subdolo e in malafede il tentativo di far passare la tesi che per garantire la pensione ai giovani bisogna togliere i così detti “privilegi” ai loro genitori. Mentre le proposte di Confindustria sembrano riscuotere ampio consenso sui mezzi di comunicazione, e tra lo stesso PD e Di Pietro, ci pensano i dati pubblicati dall’INPS a riportare un po’ di verità sulla questione delle pensioni. I dati pubblicati l’1 ottobre dall’INPS dicono infatti che nei primi 8 mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, le nuove pensioni sono passate complessivamente da 257.940 a 208.134, con una diminuzione del 24,1% per le pensioni di vecchiaia e del 15,4% per quelle di anzianità. La Nota dell’INPS spiega che il forte calo per le nuove pensioni è dovuto soprattutto agli interventi della manovra 2010: con l’entrata in vigore della ”finestra mobile” e dell’aumento di un anno per l’età’ minima per la pensione di anzianità.
Se ci sforziamo di vedere dietro a questi numeri delle persone in carne e ossa, vediamo che sono rimasti ”incastrati” sul lavoro lavoratrici e lavoratori dipendenti che SI ILLUDEVANO di poter andare finalmente in pensione dopo 30-40 anni di lavoro, spesso pesante e con orari disagiati, con turni di notte o di sabato e domenica. Per questi lavoratori, anche solo un mese in più di lavoro può rappresentare un grave problema dal punto di vista psicofisico. In particolare per le donne, che devono sommare lavoro in azienda e lavoro di cura, e che con la maternità, la cura dei figli e, spesso, dei nipoti, fanno più fatica a raggiungere i requisiti contributivi.
Ma sono rimasti “incastrati” nella loro condizione anche i disoccupati e i precari, giovani e non solo, che SI ILLUDEVANO di uscire finalmente dalla situazione di disoccupazione o di precarietà, magari dopo anni di disoccupazione o rapporti di lavoro a termine, andando ad occupare i posti di lavoro liberati da chi è andato in pensione.
Invece no, si ritardano i tempi del pensionamento e si allunga ulteriormente lo status di disoccupato e precario.
Due diritti disconosciuti in un colpo solo, IL DIRITTO ALLA PENSIONE E IL DIRITTO AL LAVORO.
E’ questa la ricetta di Confindustria per la CRESCITA?
E’ in questo modo che secondo gli imprenditori italiani si esce dalla crisi?
Oggi la priorità per superare la crisi è la ripresa dell’occupazione, oltre a politiche per incrementare i salari.
La Confindustria ha responsabilità enormi sullo stato attuale dell’economia italiana. Da anni persegue un modello di competitività basato su bassi salari e precarietà. La Legge 30 è stata voluta proprio dal padronato italiano, che l’ha commissionata al governo Berlusconi nel 2003.

No alle diseguaglianze e ai privilegi, nuova etica pubblica, equità nella ridistribuzione delle risorse, difesa dei beni comuni.(14 maggio 2010 – la lungimiranza di SEL)

La fiducia può tornare solo riducendo le diseguaglianze - Articolo del Segretario Generale della CGIL su ‘l’Unità’

Manovra: Non+disposti a tutto, colpisce i giovani

Aumento al 29,6% della disoccupazione giovanile (nel primo trimestre 2010 il dato era del 28,8%), con un picco del 46,1% registrato per le donne del Mezzogiorno: un record assoluto dal 2004, “sono i dati drammatici rilevati oggi dall’Istat per i giovani“.

A denunciarlo è la campagna della Cgil ” Giovani NON+ disposti a tutto” che sottolinea come “questa situazione significhi esclusione dal sistema lavoro di energie, idee, e finanche eccellenze intellettuali di una parte consistente della popolazione italiana”.

Spagna: governo cambia norme su debiti famiglie
Un provvedimento che viene considerato come un successo del movimento degli indignatos.

CONTRATTI E RAPPRESENTANZA
Contratti: ecco perché la Cgil ha firmato
Contratti e rappresentanza, c’è l’accordo unitario
Contratti: Landini: non siamo d’accordo, votino lavoratori
Contratti, il testo dell’accordo
Documento dell’Associazione “Lavoro e Libertà” sul recente accordo tra i sindacati confederali e la Confindustria.

IN EVIDENZA
03/010/11 – lavoro notturno e lavoro a turni pause e nutrizione consigli per i lavoratori.
I giovani e lo spirito critico
Il contenuto: una visione fuggevole

 

APPROFONDIMENTI

 

Luciano Chiodo


Siate la Maggioranza!

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